analyse comparative france - ctue

Politiche occupazionali e formative dei conducenti urbani in
Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito:
Realta nazionali e tendenze comuni

Introduzione

I conducenti dei mezzi di trasporto urbano sono componenti essenziali delle loro aziende, anche se va considerato il ruolo importante assunto, in ambito più generale, dalle condizioni del mercato del lavoro locale e nazionale, dalle politiche industriali, dal dialogo sociale e dai sistemi di formazione.

I rapporti nazionali tentano di descrivere tali elementi contestuali che gravano sulla posizione professionale dei conducenti. L’analisi comparativa costituisce pertanto un tentativo di identificazione delle tendenze comuni e delle disparità tra i dati e le definizioni di funzionalità disponibili, le politiche industriali, i curricula di formazione esistenti, ecc.

Contenuti

1. Situazione del maercato del lavoro
2. Definizione delle funzioni lavorative
3. Un tentativo di identificare i modelli nazionali relativi ai conducenti di trasporto urbano
4. Le forze motrici che influiscono sui conducenti di trasporto urbano
5. Ci si orienta verso un modo europeo di considerare i trasporti urbani ?

1. Situazione del mercato del lavoro

La situazione del mercato del lavoro può essere trattata solo avvalendosi di fonti statistiche. Ma a livello europeo i dati statistici sono difficili da reperire non appena ci si concentra su funzionalità specifiche. Le nomenclature utilizzate, purtroppo, non coprono realtà standardizzate in Europa. Nondimeno, non mancano varie fonti di statistiche nazionali che coprono la funzione di conducente di trasporto urbano.

1.1 I conducenti dei trasporti urbani sono difficili da reperire nelle statistiche nazionali

La missione degli enti che gestiscono le statistiche nazionali consiste nel fornire dati sulla situazione nazionale. Ciò detto, le informazioni fornite differiscono ampiamente in termini di qualità e di livello di aggregazione, a seconda dei paesi. Tale eterogeneità è dovuta ai diversi metodi di raccolta dei dati – più o meno regolari e sistematici – nonché alla struttura delle nomenclature utilizzate. I conducenti dei trasporti urbani, ad ogni modo, non sono classificati in quanto tali. Inoltre, in tutti i paesi, i conducenti di autobus sono separati dai conducenti di metropolitana o di treni e, a seconda del paese, i tramvieri sono aggregati con i conducenti di autobus (Italia, Regno Unito), con i conducenti di locomotive (Francia) o vengono considerati separatamente (Polonia).

Le agenzie per l’occupazione utilizzano anch’esse nomenclature personali per classificare le richieste dei richiedenti e correlarle con le offerte di lavoro provenienti dalle aziende, come è il caso in Germania, Francia e Italia. L’Istituto Federale tedesco per l’Occupazione non fa differenza tra trasporto merci e trasporto passeggeri, mentre la nomenclatura degli enti francesi fa distinzione tra conducenti stradali e ferroviari, mescolando però i servizi urbani e interurbani.

Considerata tale lacuna a livello nazionale, alcune istituzioni specifiche di settore si avvalgono dei dati da loro prodotti. I ministeri dei trasporti tedesco, britannico e francese lo fanno per i servizi offerti, le prestazioni dei singoli settori ma solo superficialmente per i dipendenti. Su questo tema specifico, tre organizzazioni professionali forniscono dati in pianta stabile in Germania, Francia e Italia. L’Union des Transports Publics francese produce un’indagine annuale molto accurata, prodotta in ambito di dialogo sociale, con input abbondanti in termini di organico, durata dell’orario di lavoro, assenteismo, salari e formazione. L’ASSTRA italiana, che gestisce come l’UTP francese la contrattazione collettiva nazionale, raccoglie dati sulla forza lavoro, i costi di produzione, i servizi offerti, gli investimenti, ecc. Purtroppo, in genere questi dati non vengono comunicati al di fuori dell’ASSTRA. Per finire, la VDV tedesca, l’associazione delle aziende di trasporto, raccoglie anch’essa dati sui conducenti delle aziende affiliate, ma miscelando i dati delle aziende di trasporto urbano e interurbano. Considerata questa lacune a livello nazionale, alcune associazione specifiche di settore si incaricano talvolta di produrre dati. In Polonia, le aziende di trasporto si sono associate sotto l’ombrello della Camera Economica dei Trasporti Urbani (Izba Gospodarcza Komunikacji Miejskiej (IGKM)) per condurre un’indagine speficia nell’ambito del progetto CTUE.

Natura del fornitore Ente Statistico Agenzie di collocamento Ministero dei Trasporti Organizzazioni professionali
Paesi interessati Germania
Francia
Polonia
Regno Unito
Italia
Francia
Italia
Francia
Regno Unito
Germania
Italia (in elaborazione)
Francia
Polonia (puntualmente)
Germania
Italia

Oltre ai dati degli enti statistici, anche i dati prodotti dalle aziende rivestono un interesse particolare. Innanzi tutto, a livello aziendale, ciò aiuta a gestire l’organico e a fornire le informazioni periodiche e obbligatorie ai rappresentanti del personale. In seguito, questo strumento può essere coordinato con le informazioni settoriali e fornisce pertanto ai responsabili delle Risorse Umane la possibilità di comparare la loro situazione con le tendenze del settore. Nelle aziende, i dati statistici raccolti riguardano le fasce di età, le parti opportunità, l’anzianità e il percorso professionale in azienda.

1.2 Sviluppi occupazionali contrastanti

Secondo le ultime statistiche disponibili, si potrebbe dire in modo molto semplificato che due paesi hanno creato occupazione negli ultimi cinque anni, la Francia e il Regno Unito, con la Germania in lieve sviluppo (+ 1% per il numero di conducenti tra il 1996 e il 2003), l’Italia in una situazione altalenante e due paesi che hanno ridotto il numero di conducenti, la Polonia e l’Olanda (da 45.300 nel 1997 a 28.500 nel 2001). Per la Germania e la Polonia, la situazione va analizzata considerando i recenti elementi storici.

Situazione occupazionale nel trasporto urbano in Europa
  Olanda
20011
Italia*
20012
Germania*
20033
Polonia
20024
Regno Unito*
20025
Francia**
20036
Numero di addetti nel settore 38 500
80 907
177 000*
  160 600***
90 700
Numero di conducenti   46 926
123 000*
26 406
125 000*** 60 000**
Proporzione di conducenti   58%
69%*
    64%****
L’indice di riferimento è quello dell’anno precedente

* Per il trasporto urbano e interurbano.
** Le cifre comprendono i conducenti UTP (27410) e un numero stimato di conducenti della RATP e della SNCF nella regione Ile de France.
*** Conducenti di autobus e pullman (urbani e interurbani) con patente nazionale. Addetti alle metropolitane esclusi.
**** Percentuale basata soltanto sui dati UTP, regione di Parigi esclusa.

1Fonte : Centraal bureau voor de statistiek
2Fonte : ASSTRA
3Fonte : Bureau fédéral des statistiques
4Fonte : IGKM
5Fonte : Office for National Statistics
6Fonte : UTP

1.3 I conducenti: eta media in aumento e integrazione di un maggior numero di donne

La percentuale di donne aumenta, anche grazie agli sforzi specifici fatti in praticamente ogni paese, con la Francia nella veste di apripista, e forse anche perché le statistiche per sesso sono disponibili già da un certo tempo. In Olanda, le donne rappresentano il 16,6% dell’organico totale, ma la proporzione di conducenti non è disponibile.

Percentuale di donne conducenti
  Italia Approssimazione per il 2001 Germania
20017
Polonia
20028
Gran-Bretagna
20029
Francia*
200310
Numero di conducenti donne 939 4 421 870** 12 000 2 987
Proporzione di conducenti donne 2% 7,4%*** 3,3% 8,8% 10,9%

* Dati dell’indagine UTP su 103 aziende, rappresentanti il 97% delle aziende del settore dei trasporti urbani (escluse RATP e SNCF Ile de France).
** Tra le 870 donne conducenti, 777 guidano tram, 74 dei filobus e solo 19 degli autobus.
*** La proporzione di donne sale al 18,2% nelle imprese di trasporto ferroviarie membri del VDV.

7Fonte : VDV (Associazione tedesca dei trasporti urbani)
8Fonte : IGKM
9Fonte : Office for National Statistics
10Fonte : UTP

L’invecchiamento dei conducenti è una tendenza generale, anche se non tutti i paesi producono dati in materia. In Germania, nel 1996, un terzo di tutti i conducenti (32,3%) avevano meno di 35 anni. Nel 2001, erano diventati solo un quarto (25,9%), mentre nello stesso periodo la fascia dai 35 ai 50 anni era aumentata dal 43,6% al 48,8%. In Polonia, il 62% delle 133 aziende coperte da GKM ha indicato che gli organici invecchiano in media. Il rapporto sociale della UTP francese è l’unico documento che consenta un’analisi nazionale della struttura di età dei conducenti.

Staff e distribuzione dei conducenti per fascia di età in Francia nel 2004
Staff complessivo Conducenti
percentuale Trend
dal 2001
percentuale
Sotto i 25 anni 1,7 1,4
25-40 anni 37,7 39,8
41-50 anni 35 34,2
51-54 anni 14,2 13,9
55-59 anni 10,8 10,2
60 anni e oltre 0,6 0,5
Fonte: UTP

Questo tipo di informazione diventa sempre più strategico. I dati sono disponibili nelle aziende, ma senza riferimenti di comparazione, le Risorse Umane non dispongono di strumenti per monitorare le proprie politiche. Le situazioni possono differire notevolmente da azienda a azienda, a seconda del sistema di rotazione e della situazione del mercato del lavoro.

Distribuzione dei conducenti per fascia di età in due aziende italiane
In 2001 (%) 20 – 30 anni 31 – 40 anni 41 – 50 anni 51 – 65 anni
CTP Napoli 0 3 48 49
ACTM Modena 16 33 25 26

1.4 Anche se in aumento, il ricorso a contratti part-time è ancora ridotto rispetto ad altri settori industriali

Lo sviluppo dei contratti part-time e, in minor misura, dei contratti di breve durata è considerato come un mezzo per attrarre nuovi candidati alla funzione di conducente. Pertanto, la possibilità di lavoro part-time è spesso presentata per attrarre le donne nei processi di assunzione. Ma tali contratti sono anche strumenti di flessibilità, che consentono di assorbire i mutamenti stagionali nelle attività senza dovere assumere conducenti a tempo pieno. Tuttavia, sono meno utilizzati rispetto ad altri settori dell’economia. Il Regno Unito mostra la tendenza in termini di contratti part-time, seguito dalla Francia, dove sono aumentati di recente, anche se è in Polonia che sono cresciuti di più in percentuale (+55% tra il 2000 e il 2002).

Distribuzione in Europa dei contratti per tipologia: a tempo pieno o part-time
Tipo di contratto Italia
200111
Polonia*
200212
Gran-Bretagna
200213
Francia
200214
Part-time 3,9 7,1* 12,8 10
Tempo pieno 96,1 92,3* 87,2 90

* Il rimanente 0,8% corrisponde ad autonomi e a contratti a cottimo

11Fonte: ASSTRA
12Fonte: IGKM
13Fonte: Office for National Statistics
14Fonte: UTP

1.5 Poche indicazioni sul livello di qualifica

Anche se si dispone dei livelli di qualifica a livello di azienda, poche istituzioni producono dati aggregati. Tuttavia, nei paesi in cui i dati sono disponibili, essi indicano che i conducenti sono interessati soprattutto dalla formazione professionale. In Germania, il livello di qualifica sembra decrescere lentamente: la proporzione di conducenti, settore trasporto passeggeri e merci, che hanno seguito cicli di formazione professionale di 3 anni è calata dal 63,6% nel 1996 al 60,2% nel 2001. Le qualifiche sono poi scarsamente in rapporto con la realtà del trasporto urbano. In Francia, secondo la UTP, I candidati di livello 4, ossia i candidati con licenza liceale, rappresentano circa il 60% dei nuovi addetti delle aziende del settore trasporti urbani.

1.6 Un interesse sempre maggiore nell’assumere conducenti rappresentativi della popolazione urbana

In alcuni paesi come la Francia, compilare dati sulle origini etniche dell’organico è vietato. Ora, anche senza vincoli legali questo tipo di informazione è molto sensibile considerato il rapporto con la discriminazione. In ambito sia urbano che nazionale, è già da diversi anni che si presta sempre più interesse ad una gestione armonica della diversità presente nelle nostre società, e questa tendenza è particolarmente presente nel settore dei servizi pubblici.
I trasporti londinesi hanno varato un programma di uguaglianza tra le razze nel periodo 2004/07. I target di assunzione dell’azienda si basano sulla realtà demografica della città di Londra. Nell’esercizio finanziario 2003-4, l’organico composto da minoranze etniche era del 30% rispetto al target teorico del 25%. In Germania, le due aziende parter del progetto hanno registrato un notevole aumento della proporzione di minoranze etniche, passando rispettivamente da 5% e 0% nel 1990 a 15% e 23% nel 2001. Senza varare programmi istituzionali vincolanti, le aziende francesi ribadiscono la loro volontà di assumere conducenti che rispecchino la varietà della popolazione trasportata.

 introduzione capitolo 2